lunedì, 13 ottobre 2008

Ho visto al cinema "Mamma Mia"...

L'ho voluto vedere perchè è ambientato nell'isola di Skopelos (vicinissima a Skiathos, in cui ho trascorso le vacanze). Che dire, ogni volta che vedo un film sulla grecia, rinasce la voglia di tornarci: quel sole, quel cielo azzurro, quel mare trasparente.... un po' come "Mediterraneo", ricordate?

Comunque: il film è un musical divertente, leggero e piacevole. Scorre via senza pretese e consente di assentarsi dentro lo schermo, tra un sorriso e il nostalgico tuffo nelle canzoni degli ABBA che (per chi ha vissuto la fine anni 70 e inizio 80) hanno arricchito la fantasia e le sensazioni musicali di quell'epoca.

Segnalo la canzone che più di tutte mi è sempre piaciuta: The Winner Takes it All.
Magistralmente interpretata in una scena dalla Streep (vi propongo il link...) 


http://it.youtube.com/watch?v=o_U1CQn68VM


Per chi vuole rasserenarsi al cinema, lo consiglio.

 

postato da: lavascaeildeca alle ore 20:08 | Permalink | commenti
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sabato, 11 ottobre 2008

 

Dal libro "Una notte niente male" edito da Guanda, vi propongo questa "Poesie Ritrovate". La raccolta è una parziale traduzione di uno degli ultimi libri postumi di Bukowski, anno 2003. Avendoli già letti durante questi anni, nell'edizione americana, vi confermo che è possibile ritrovare il senso della imminente fine (Bukowski è morto nel 1994) in diversi suoi componimenti, come quello che segue. Ma ogni volta Bukowski si approccia - nelle sue poesie - alla morte con stile, ironia, tenerezza, a volte lanciandole una sfida a distanza. Mantenendo così intatta la sua coerenza stilistica e letteraria fino alla "fine", appunto. 



So che non dovrei scrivere così tante poesie
ma
è una specie di passatempo per il quale
SORPRENDENTEMENTE
vengo pagato.
Vivo da solo in questa grande casa con 2
gatti (erano 3, uno è morto)
e alla mia età è realistico ipotizzare che
potrei anche morire
all'alba di una di queste notti
dopo aver scritto 10 o 12 poesie
e qui è dove cominciano
le comiche:
prima di coricarmi piazzo le nuove
poesie
ordinatamente al centro della scrivania così che
quando il puzzo sarà insopportabile
e i vicini si lamenteranno o
quando la mia ragazza telefonerà e nessuno
risponderà

le poesie saranno ritrovate.
non che la mia morte sarà tragica o
importante

(io sarò fuori
dai piedi)

ma le poesie stesse faranno
capire loro
(a quei piccoli critici
capziosi)

che ho scritto bene fino alla fine
o magari persino
meglio.

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lunedì, 06 ottobre 2008

 

 

"Qual'è il consiglio che darebbe ai giovani scrittori?"

"Li consiglierei di bere, scopare e fumare un mucchio di sigarette"

"E a quelli più anziani?"

"Se sono ancora al mondo, non hanno bisogno di consigli".

(Da: MUSICA PER ORGANI CALDI, di Charles Bukowski)

postato da: lavascaeildeca alle ore 19:44 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 02 ottobre 2008

 

Le donne sono fatte per essere amate non per essere comprese

(Oscar Wilde)

postato da: lavascaeildeca alle ore 20:16 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 30 settembre 2008

 

Sapete tutti della mia passione per Bukowski e John Fante.
Ma anche Hemingway si muove felice tra gli scaffali della mia libreria.
Eccovi alcuni suoi pensieri.

***************************
Uno scrittore dovrebbe sforzarsi di scrivere una cosa in modo tale da farla diventare parte dell'esperienza di coloro che la leggono


Non c'è nessun amico più leale di un libro.


La giusta maniera di fare, lo stile, non è un concetto vano. È semplicemente il modo di fare ciò che deve essere fatto. Che poi il modo giusto, a cosa compiuta, risulti anche bello, è un fatto accidentale


Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all'uomo: attraversare la vita senza fare rumore.


Gli uomini veramente coraggiosi non hanno nessun bisogno di battersi a duello, mentre molti vigliacchi duellano in continuazione per farsi credere coraggiosi.


(Sui libri): A parlarne troppo non si apprezza più nulla


I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere.
postato da: lavascaeildeca alle ore 18:08 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 27 settembre 2008

Rendo omaggio a un grande che oggi è scomparso. Indimenticabili molti suoi film, tra i quali ricordo "Lo Spaccone".

Paul Newman

postato da: lavascaeildeca alle ore 19:12 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 25 settembre 2008

Dal mio libro "Dovrei vivere in una vasca"

   
“Saggezza”
 
 
Solo d’acqua e terra
vive una pianta,
giochi di luce
sulle
foglie
 
ed un futuro
che non s’arresta.
 
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lunedì, 22 settembre 2008

D'accordo, scrivo poesie. Poesie molto belle, le mie, davvero. Ho pubblicato due libri, come potete constatare in questo mio blog. Due libri di cui consiglio ovviamente la lettura: diversi "assaggi" li potete trovare fra i diversi "post" che precedono.

Ma 8.000 libri di poesie sono troppi! Dove sarà andato a trovarli questo poveretto? Considerato che la poesia occupa spazi sempre più ridotti nelle librerie del mondo?

Leggetevi un po' questa notizia curiosa che ho scovato navigando nel web.... !!!

 

"Un marito iraniano che ha abbandonato la moglie è sta­to condannato da un giudice a comprarle più di 8.000 libri, tutti di poesie, nel rispetto di un patto stabilito dai due al momento del matrimonio. È il secondo caso simile avve­nuto negli ultimi giorni, dopo che un altro marito si era vi­sto ingiungere di comperare alla moglie 124.000 rose ros­se. Il quotidiano 'Iran' scrive che il giudice Mahmud Baqal-Shiravan, della Corte per la famiglia di Teheran, ha or­dinato a un certo Shahram di comperare alla moglie ab­bandonata 8.100 libri, per una spesa prevista di 700 mi­lioni di rial (50.000 euro). Questo, infatti, era il loro «mehrieh», vale a dire ciò che, al momento del matri­monio, l'uomo si impegna per legge a versare alla sposa in qualsiasi momento questa lo richieda".
postato da: lavascaeildeca alle ore 19:05 | Permalink | commenti (7)
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domenica, 21 settembre 2008

 

La mia canzone preferita? Eccola qui!

 Clicca direttamente su:      http://it.youtube.com/watch?v=sFEU_9lZrTk

 

postato da: lavascaeildeca alle ore 13:32 | Permalink | commenti
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sabato, 20 settembre 2008

Non ce la facciamo a scappare, ovunque tu possa pensare di rifugiarti ci sarà sempre qualcuno che ti scoverà prima o poi. Barricarti dentro casa, puntare l'indice sul mappamondo e individuare una meta, inseguire l'anonimato o sederti sullo sgabello di un cherenguito tra palme lontane o apparentemente impossibili, è un tentativo di fuga che non potrà avere successo. Ci sarà sempre un esattore, un amico, una donna, un nemico o una busta bianca magari contenente l'invito a partecipare a un concorso di poesia che ti raggiungerà...

Se poi tu fossi un cammello con analoghe velleità, guarda un po' che ti succederebbe: notizia vera presa dal web!

 

 

CAMMELLO FUGGE VERSO UNA NUOVA VITA

 

 

Non ne poteva più della vita da circo, così ha deciso di tentare il tutto per tutto evadendo dal suo monotono set. E così un cammello ribelle e' fuggito da Worms (Germania) per dirigersi verso una nuova vita a Ludwigshafen, al sud. La polizia ha "arrestato" l'animale troncando le sue speranze.
postato da: lavascaeildeca alle ore 17:21 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 18 settembre 2008

 

 
"Pensò" 
 
Ho dentro i colori della notte, pensò,
come il giallo, il blu, il nero
poche tinte, calde gocce
e la tela delle ore si compone,
muovo il mio pensiero verso dove
l’istinto puro mi conduce
 
ho solo giorni e sogni da inventare, pensò,
un bicchiere da vuotare
e mille e più segnali
luminosi
negli anfratti della mente:
 
ogni verso che non ho scritto
so che giace nell’attesa
e si rivela, prima o poi,
come l’alba di un mattino
ritrovato.
 
Ho questo ed altro ancora, pensò.
 
Ho una porta semichiusa, un allarme che non tace
un sogno che s’inciampa e una rata da pagare,
ho il vicino che lamenta il capo che non paga
sua moglie che divora la rabbia del rimpianto,
le grida della strada, le gesta di un cafone
la sera andata male di chi ha cercato
un’emozione…
 
Ma ho dentro i colori della notte, pensò:
ancora blu, giallo e nero
poche tinte, calde gocce
 
e l’istinto
che conduce.
 
(dal mio libro UN DECA SUL BANCONE)
postato da: lavascaeildeca alle ore 19:29 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 17 settembre 2008

 

vasca_cover

cover Un DECA

Un Deca sul Bancone (Cicorivolta Edizioni)
 
In queste poesie di Corrado Guzzon ci sono le sensazioni, le notti metropolitane di chi guarda il posacenere e gioca con la brace della sigaretta; il sentimento, l'ironia e a volte la rabbia o lo smarrimento del vivere quotidiano. Le immagini che ne derivano, ora vitali ora sintomatiche di un infinito gioco di rimandi e suggestioni irriducibili, manifestano il problema degli anni come se fossero solo istanti di carne fatti a fette e dati in pasto a un cuore irrequieto

 *****************************

Dovrei Vivere in Una Vasca (Edizioni Clandestine)

65 poesie in questo libro di Corrado Guzzon: quanto basta per osservare la realtà e noi stessi, senza maschere o veli. Intossicati dai gas giochiamo a resistere alla polvere che cade, bruciando come neon d’illusioni. E ritroviamo vecchie foto, riscoprendo barlumi di serenita: l’infanzia e la natura, i veri lussi, puri, soavi e perduti.
 

 

 

postato da: lavascaeildeca alle ore 22:29 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 15 settembre 2008

 

Eh sì, noi che proviamo nostalgia leggendo tutto questo....

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color.". 
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale
Dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede
cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della
bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era
il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare
le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole
in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-
top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai
attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci
mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano
per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e
poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva
con le mani non era fallo. 
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era
sempre Domodossola).
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album
Panini.
Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava
riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
(Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva
tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
formaggino.
Noi che si bigiava a messa. Noi che ci emozionavamo per un bacio su
una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare
al compagno.
Noi che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa. Noi che si
andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della
Coca Cola con l'albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i
nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre
sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in
tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava
2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati
Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la
carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..
fai merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.

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domenica, 14 settembre 2008

La passione del Tango in queste note di Astor Piazzolla.

Sempre emozionante!

http://it.youtube.com/watch?v=rj6rCbUcnxc&feature=related

 

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venerdì, 12 settembre 2008

Il 13 settembre

 offro a tutti i miei visitatori un bicchiere di champagne!

E' il mio compleanno!!!

 

 

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giovedì, 11 settembre 2008

John Fante è in assoluto uno dei miei scrittori preferiti.

I libri giallo noir di Andrea G. Pinketts mi divertono e appassionano molto.

                                                                       Pinketts                                                          Fante

 

"Chiedi alla polvere" di John Fante 

Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d'albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita: dovevo prendere una decisione nei confronti dell'albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi andandomene a letto.

 

"L'assenza dell'assenzio" di Andrea G. Pinketts

Mi svegliai con il viso sprofondato nel pelo pubico di una sconosciuta. Avevo trentacinque anni. Come dire: "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura...".

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lunedì, 08 settembre 2008

 

 

“Speranza”
  
Un minuto, ancora un minuto
prima che la notte finisca
fermo in un piazzale
di periferia, fumando una sigaretta
guardando la nebbia avanzare
lentamente
sopra le strade
e i campi
accompagnandosi al fragore sordo
e confuso
di auto in corsa in lontananza
e di goffi destini rotolanti
sul
cemento
in attesa di un padrone.
 

Corrado Guzzon

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sabato, 06 settembre 2008

Omaggio al grande poeta e scrittore americano:

Charles Bukowski.

 

 

Un foto scattata durante il suo reading in Germania a fine anni '70.

 

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giovedì, 04 settembre 2008
(Dal mio libro "Dovrei vivere in una vasca") 

 (immagine presa dal web)
 
“Promessa”
 
 
Mi troverai ad aspettarti ancora
al solito posto
chiuso nel mio cappotto
e nei miei pensieri,
una sigaretta fra le dita
e lo sguardo attento, curioso
studiando la gente e i loro volti
le mosse, il cammino
spiando ogni tanto l’angolo
da cui tu arrivavi
con passo comico e solerte
quasi saltellante
incontro a me.
postato da: lavascaeildeca alle ore 18:54 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 04 settembre 2008

Un piccolo omaggio a Alda Merini.

Sono nata il 21 a Primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

postato da: lavascaeildeca alle ore 17:14 | Permalink | commenti (3)
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