giovedì, 02 luglio 2009
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mercoledì, 24 giugno 2009

 

La tragedia delle foglie

di Charles Bukowski


Mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.

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sabato, 23 maggio 2009

 

Da "Un gioco d'azzardo":


LE PEGGIORI SONO LE MAMME


Le peggiori sono le mamme
che lasciano l'auto davanti all'asilo
alle otto e un quarto di mattina...
È una lotta evitare l’impatto
forsennate come sono
alla ricerca di un parcheggio
tanto veloce quanto assurdo,
in doppia fila oppure
di sbieco,
quattro luci intermittenti
e giù di corsa
tenendo per mano
un fagottino volante
che si chiede perché
non gli sia consentito
di camminare,
provando l’ebbrezza
di fottere Newton
o icari imbelli,
e ignari che un anno
sarà sufficiente
a sconfiggere il sogno
eterno dell’uomo
di vedere l’asfalto
lontano da sé.

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domenica, 17 maggio 2009

Scudetto INTER numero 17!!!

Campioni d'Italia!!!!!!!!!!!!!!!!

 

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sabato, 09 maggio 2009

L'unico atto poetico necessario è la scrittura della poesia, e tutto quello che viene dopo è propaganda.

(Charles Bukowski)

 

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martedì, 28 aprile 2009

In questa Antologia, appena uscita per conto del Gruppo Scrittori Ferraresi, edita da Liberty House, sono incluse anche diverse mie poesie.

antologia poeti ferraresi

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sabato, 18 aprile 2009

Dal mio "Un gioco d'azzardo" (Il Foglio, 2009):

 
 
“Oggi va così”
 
 
Osservo le finestre ed ogni angolo
di casa, la luce che riflette
sugli specchi impolverati,
le foglie colorate di rosso
giallo e verde di una pianta sul balcone.
 
C’è la musica dei suoni,
le note di un palazzo
indaffarato, che mescola le voci
e i passi sordi,
la nenia insistente di un pianto
e saluti calorosi.
 
Oggi va così, da spettatore abbandonato
giù in platea:
 
la solitudine è un graffio
della mente
e non consente grossi voli:
lacera i teli
delle tue ali
e ti costringe alla realtà.
 
postato da: lavascaeildeca alle ore 14:54 | Permalink | commenti
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sabato, 04 aprile 2009

 

QUELLA NOTTE
 
 
Ricordo quella notte
un tavolaccio segnato dal tempo
e dai miei gomiti appoggiati
troppo a lungo lì sopra,
lontano il mare, oltre le colline,
e poi refoli di vento freddo
che gelavano il foglio
di carta su cui scrivevo.
Disegnavo poesie, forse
una sola
quella notte
e dicevo di te
mai così distante
e indifferente
eppure lì, a pochi metri
nella camera da letto
ancor più buia di quel buio
che mi avvolgeva,
confinati entrambi in due isolati
universi
senza più stelle da spartire.
 
(da "Un Gioco d'Azzardo", Edizioni Il Foglio, 2009)
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giovedì, 19 marzo 2009

Una magnifica foto di Luigi Ghirri.

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lunedì, 09 marzo 2009

Dal mio libro "Un Gioco d'Azzardo", un'ironica realtà....

 

“Musica”
 
  
E’ vero che l’arte
soffre i silenzi
che teme intorno
e non v’è peggiore condanna
del mancato vedere
o del mancato sentire.
 
Ma perché, mi chiedo,
proprio un “batterista”
qui,
nel mio vicinato?
postato da: lavascaeildeca alle ore 17:43 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 23 febbraio 2009

 

postato da: lavascaeildeca alle ore 17:59 | Permalink | commenti
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lunedì, 09 febbraio 2009

Dal mio ultimissimo libro "Un gioco d'azzardo", propongo la poesia:

"Un castello vuoto".

 

UN CASTELLO VUOTO


Si muove nella casa dorata
di stanza in stanza,
conta i passi, controlla
i metri quadri del suo ampio
respiro,
riflette sui muri bianchi
la luce del sole
che inonda
e riscalda
in silenzio.
È come un piccolo
enorme castello
e l’unica scia tracciata
è la sua, pulita e chiara,
e l’osserva
da troppi anni ormai
sempre la stessa.
Amare è temere
un cambio di via,
giocare d’azzardo
coi sentimenti
e rischiare cadute dolorose.
Meglio tenersi da parte,
meglio restare in attivo
e mirare i petali di un fiore
sul balcone
che mai sboccerà.
postato da: lavascaeildeca alle ore 20:18 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 01 febbraio 2009

La prima recensione e commento su QLibri di "Un Gioco d'Azzardo".

Un gioco d

 

 

 

http://www.qlibri.it/poesia/poesia-italiana/un-gioco-d'azzardo/

postato da: lavascaeildeca alle ore 22:37 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 gennaio 2009

 

Vi propongo, di seguito, il link del sito di Arteinsieme dove Renzo Montagnoli ha pubblicato la lunga intervista che mi ha fatto in occasione dell'uscita del mio ultimo libro UN GIOCO D'AZZARDO, edito da Il Foglio Editore.

http://www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=80&det=4521

Leggetela!!!

 

 

 

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sabato, 17 gennaio 2009

 

Un gioco d

Ecco il mio nuovo, nuovissimo libro che a giorni uscirà edito da Il Foglio Letterario     (Sito internetwww.ilfoglioletterario.it)

UN GIOCO D'AZZARDO - poesie.

"Sta tutto nella fortuna" dice Bukowski nella cartolina che ho deciso di scegliere come copertina del libro.

Una cartolina (del gennaio 1994) che lui stesso mi mandò un paio di mesi prima che morisse.

Per presentarvi questa nuova raccolta, scelgo le parole che appaiono sulla quarta di copertina: parole tratte dalla prefazione curata da Renzo Montagnoli:

Anziché le classiche dediche all’inizio della silloge sono riportate tre riflessioni, o meglio tre aforismi.
Uno è del poeta che sull’autore ha esercitato il maggiore influsso, cioè Charles Bukowski, un altro è di Andrea G. Pinketts, mentre il terzo è di Guzzon stesso, tratto dalla sua silloge Un Deca sul Bancone.
Quest’ultimo è il più interessante per definire la filosofia del poeta e testualmente recita “Gli anni se ne vanno prendendoti in giro”.
 
Un’amara presa di coscienza sugli sforzi dell’uomo per dominare il trascorrere del tempo: gli anni volano, quasi sbeffeggiandolo, e allora l’importante è non prendere mai troppo sul serio le cose e, soprattutto, se stessi.
 
(Dalla prefazione di Renzo Montagnoli)
 
 Cosa posso aggiungere io?
 
"Il mio azzardo va letto come una sfida, una prova che è giusto tentare.
Parlo del gioco in sé, dell’amore - un lancio di dadi in attesa del numero vincente - di scelte esistenziali che occorre rischiare, per dare luce ai propri giorni e superare per sempre certe monotonie".
 
Corrado Guzzon

 

UN GIOCO D’AZZARDO
 
 
È come un lancio di dadi
su un tappeto verde
la mano incerta, occhi di ghiaccio
e cuore sospeso per un istante.
Più di una volta è stato così.
L’abilità confusa e rimestata,
il vissuto nullo ed azzerato
e solo il caso, il caso solo
a decidere per te.
È capitato, e ancora
capiterà.
Quella cosa chiamata amore
che non sappiamo decifrare:
il gioco di una sponda
il soffio del destino
due dadi rotolanti
e vorticosi
a cui affidare
l’addizione vincente
di una scommessa finale.
 

 

 

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venerdì, 16 gennaio 2009

 
 
“A 1000 km da qui”
 
 
Penso alle Coste Spagnole
e alle spiagge bagnate
dall’Atlantico,
la forza oceanica che raggela:
un’isola, un monte
un faro spento.
Piccole case ai lati
della strada,
saliscendi acciottolati
bar aperti semi-vuoti
una luce dal soffitto
banconi in legno, nomi incisi
e freddi pavimenti polverosi.
 
Penso all’inverno che non ho
visto
 
gente basca per le vie,
turisti assenti
 
nuovi silenzi di paese
 
e bicchieri di vino tinto
spumeggiante
 
la domenica mattina.
 
(da "Un deca sul bancone", Cicorivolta Edizioni)
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martedì, 06 gennaio 2009

 

 
“Il solito gioco”
 
 
Invecchierò anch’io davanti alla TV
come tanti altri
seduto in pigiama su una poltrona,
coperta a scacchi sulle ginocchia
e gli occhi attenti, puntati su GEO,
dove tigri e leoni, bisonti e lepri,
cervi, criceti, castori
aquile, falchi, poiane, anatrelle
cigni dal manto bianco
fenicotteri di laguna, volatili e insetti
pesci e balene, squali e coralli dipinti
come attori navigati, davanti a camere
e obbiettivi potenti
ridono e chiavano senza pudore
per la gioia della specie
 
e la nostra.
 
(Tratta da "Dovrei vivere in una vasca",
 Edizioni Clandestine, 2006)
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lunedì, 05 gennaio 2009

 

Ho letto qualche libro durante questi giorni di vacanza... Tra questi, "Vivere stanca" di Jean-Claude Izzo, l'autore de "Il sole dei morenti".
Diversamente da quest'ultimo, Vivere Stanca non mi ha per nulla entusiasmato. Forse "entusiasmo" non è il termine più corretto, visto che i temi e gli ambienti narrati da Izzo offrono ben poco la possibilità di entusiasmarsi...
Ma, mentre Il sole dei morenti mi ha rapito nella lettura, questi racconti inclusi in Vivere Stanca mi hanno deluso. Mi sono sembrati racconti scritti in fretta, molto simili tra loro e dalle storie e finali scontati.
D'accordo, lo scenario che vuole descrivere è chiaro, il solito mondo disperato e uomini donne senza possibilità di salvezza. Ma la tragedia che vuole arricchire questi racconti è come se venisse appiattita dalla lettura in sequenza di storie in fotocopia.

Vabbè, capita. Non è che ogni libro possa donarti i respiri e le emozioni che ti aspetti... Sarà per la prossima volta... Sul comodino ho una pila di libri ancora da cominciare!

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martedì, 30 dicembre 2008

La vita è ciò che succede mentre noi pensiamo ad altro. (Oscar Wilde).

Quindi, facciamo in modo - nel 2009 - di far succedere noi ciò che vogliamo accada, mantenendo solo ogni tanto la testa altrove, per l'estatico piacere di una sana e pura distrazione!

Auguri a tutti per un felicissimo 2009!

postato da: lavascaeildeca alle ore 18:59 | Permalink | commenti
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sabato, 20 dicembre 2008

Buon Natale a tutti!

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